LA STORIA MILLENARIA DELLA CHIESA DI SAN TAMMARO A CASACELLE
- Arch. Antonio Pirozzi
- 28 ago 2018
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LA CHIESETTA DI S. TAMMARO A CASACELLE ; Si tratta senza ombra di dubbio della chiesa più antica di Giugliano, fu edificata sicuramente verso la metà del 500 d.c. in onore di San Tammaro che, secondo alcuni testi medioevali, pare soggiornasse per un breve periodo proprio nelle nostre terre ed abbia compiuto qui anche alcuni miracoli. Di certo si sa (e ho la trascrizione della donazione) che nel 1096 fu donata (e con essa pure il borgo) dal barone aversano Guglielmo de Pirolo alla Cattedrale di Aversa. Un altro importante riferimento a questo sito, lo troviamo alla fine del XIII sec. nelle “Rationes Decimarum”, quando si parla della chiesa di Casacella denominata “ S. Tammaso” : “ Presbiter Johannes de Riccardo pro eccelsia S. Tommasi de villa Casacellere Tar. Duos gr. decem “. Qui pero la troviamo, per errore di trascrizione, sotto una diversa denominazione S. Tommaso invece che S. Tammaro. Della chiesetta di S. Tammaro si parla anche in un registro del notaio Angelo Angrisano di Napoli datato 18 febbraio 1608 col quale si obbligava il Monastero di S.Martino a rifabbricare entro un anno e sue spese la suddetta chiesetta. (foto sotto trascrizione riassuntiva in originale). Agostino Basile scriveva che S.Tammaro in antico era una cappella

beneficiale e che nell’ anno 1800 non vi era a Casacella una fiorente comunita di monaci, ma solo due monaci e un discreto numero di massari che coltivavano per conto della Grancia l’immenso territorio circostante. Dalle ricerche archivistiche da me effettuate presso l’archivio di Napoli confermo quello che diceva Basile, è vero, vi erano rimasti solo due monaci, e so pure i nomi: fra Marco Savarese e fra Giacomo Di Fenizio. Tuttavia rettifico il Basile, perche i due monaci al 5 ottobre 1799 (e ho la lettera d’addio firmata da Di Fenizio) avevano già lasciato la grancia, consegnando le chiavi al Marchese di Montagano. Dal 1848 la cappella di S. Tammaro è sotto la giurisdizione civile di Parete con l’allora Parroco Don Carlo Pezone, e sotto tale giurisdizione vi rimarrà fino al 1970, anno in cui per disastrate condizioni del borgo fu anch’essa definitivamente abbandonata. Storie di uomini e di mondi