Dal Vesperbild al simulacro di Maria Santissima della Pace ossia della Pietà :

Nel corso del Trecento si diffuse nell'Europa centrale di lingua tedesca un nuovo soggetto iconografico noto con il nome di Vesperbild.
La parola significa letteralmente immagine del tramonto, o del vespro, e sta ad indicare una serie di piccole sculture in legno dipinto, in gesso o in terracotta, che rappresentano la Madonna seduta che sostiene, sulle proprie gambe, il corpo esanime e irrigidito di Gesù, morto la sera del venerdì santo.
Questa rappresentazione non deriva da alcun racconto presente nei Vangeli, e neppure nei testi apocrifi, che narrano le vicende della vita di Cristo.
Una creazione, quindi, o più semplicemente una interpretazione popolare di ciò che potrebbe essere accaduto subito dopo la deposizione di Gesù dalla croce: i testi sacri, infatti, narrano che al momento della crocifissione e della sepoltura la Madonna era accanto al proprio Figlio.
Questo tipo di scultura ebbe una notevole fortuna anche in alcune regioni italiane a partire dalla fine del 1300: dapprima in Friuli, poi nelle Marche e nell’ Umbria, fino a culminare a Roma, in pieno Rinascimento. Arrivò ad ispirare alcuni famosi capolavori dell'arte italiana: dai Vesperbild nasce il tema iconografico, noto col nome di Pietà di Michelangelo Buonarroti. Queste sculture vennero, all'epoca, prodotte in modo quasi industriale e poche sono giunte fino a noi.
Tuttavia questa produzione fu molto popolare ed arrivò ad ispirare alcuni dei grandi maestri dell'arte italiana.
Foto Congrega Madonna della Pace Giugliano