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La Fonte le cui acque "ubriacavano" come il vino

La Fonte Acetosa nel Gualdo di Giugliano le cui acque "ubriacavano" come il vino

Francesco Maria Pratilli nel 1745 descrive questa fonte conosciuta dagli antichi , che si trovava nel Gualdo di Giugliano da Waldum cioè “Bosco” italianizzato in Gualdo, cosi veniva indicata la parte di territorio Giuglianese , coincidente con tutta la zona costiera e a tratti semipaludosa situata oltre il comune di Qualiano, che oggi comprende le località di Licola , Varcaturo e Lago Patria, questa fonte aveva acque sulfuree che per effetto delle sostanze di origine vulcanica presenti nel sottosuolo aveva capacità di stordire e narcotizzare lievemente chi ne beveva le acque;

" Portavasi cotal via per l'estremità della tenuta detta del Gaudo, o sia Gualdo, che distendesi fin presso alla distrutta Città di Literno, e in essa m'immagino, che fusse quel celebre fonte Acetosa , menzionato da Plinio, e da nostri Storici, le cui acque in abbondanza bevute (come e' diceva) a somiglianza del vino ubbriacavano; forse perchè ripiene di solfo volatile, comunicato loro dalle mosete, delle quali la nostra spiaggia Tirrena oltra modo abbonda, e per altra mescolanza di minerali di forza narcotica, ovvero inceppante gli spiriti animali, che producevano effetti simili in apparenza a quel del vino."

Il Pratilli descrive questa fonte nella sua opera “ della Via Appia descritta da Roma a Brindisi “ dove parla anche di un antica colonna miliare che si trovava nei pressi della antica chiesa di Santa Sofia , intendendo la chiesetta precedente a quella attuale che vediamo oggi.


 

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